I “Cerchi” di Ferrara: Un Percorso di Condivisione e Sostegno per le Pazienti Oncologiche
All’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara (AOU), un’iniziativa pionieristica sta rivoluzionando l’approccio al supporto psicologico per le pazienti oncologiche. I “Cerchi”, un percorso di gruppo nato in collaborazione con ANDOS Ferrara (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno), rappresenta un modello di cura che integra assistenza medica e sostegno emotivo-relazionale. Questo spazio protetto, dove le pazienti possono condividere paure, emozioni e esperienze, si è rivelato fondamentale per affrontare le sfide psicologiche legate alla malattia oncologica.
L’Origine dei “Cerchi”: Ascoltare per Rispondere ai Bisogni
Il progetto nasce dall’ascolto attento dei bisogni emersi durante i colloqui individuali con le pazienti. Emergono con chiarezza due esigenze ricorrenti:
- Un senso di incertezza verso il futuro, legato alla paura delle ricadute e all’incertezza sul percorso terapeutico.
- Il desiderio di mantenere un contatto costante con il contesto sanitario, anche oltre la fase strettamente terapeutica, per non sentirsi abbandonate.
I “Cerchi” rispondono a queste esigenze creando uno spazio di condivisione e continuità, dove il nome stesso richiama simbolicamente il “tenersi per mano” – un gesto di sostegno reciproco, appartenenza e vicinanza emotiva.
Come Funzionano gli Incontri: Strumenti e Approcci Innovativi
Il format degli incontri, che si svolgono nel pomeriggio all’interno della struttura di Radioterapia Oncologica, alterna momenti di confronto spontaneo a tecniche specifiche:
- Brainstorming: Per esplorare soluzioni creative alle difficoltà quotidiane.
- Role-playing: Per affrontare situazioni complesse in un ambiente protetto.
- Condivisione guidata: Per elaborare emozioni e dinamiche relazionali.
Un elemento distintivo del progetto è l’uso di una campana tibetana, strumento che favorisce il rilassamento e il contatto con il proprio corpo, spesso vissuto con distanza durante la malattia. Il suono profondo e avvolgente aiuta le partecipanti a ritrovare consapevolezza e benessere fisico ed emotivo.
Il Ruolo dei Familiari
In alcuni incontri, vengono coinvolti anche i familiari delle pazienti, con l’obiettivo di:
- Favorire una maggiore comprensione reciproca tra pazienti e caregiver.
- Creare un supporto condiviso lungo tutto il percorso di cura.
Gli Effetti del Progetto: Crescita Umana e Professionale
I “Cerchi” non beneficiano solo le pazienti, ma rappresentano anche un’opportunità di crescita per tutti i soggetti coinvolti:

- Per le pazienti: Lo spazio diventa un luogo dove ogni esperienza trova ascolto e accoglienza. Il racconto personale si ampliato progressivamente, includendo non solo la malattia, ma anche ricordi, emozioni e relazioni personali.
- Per le professioniste: Le psicologhe coinvolte, tra cui Dorina Adelaide Lombardo (psicologa volontaria di ANDOS) e Alice Miari Frazzoni (psicologa in formazione), acquisiscono competenze preziose nel lavoro di gruppo e nella gestione delle dinamiche emotive complesse.
- Per il personale sanitario: Il progetto rafforza l’integrazione tra assistenza medica e supporto psicologico, migliorando la qualità complessiva della cura.
Un aspetto particolarmente significativo è il ruolo delle guide silenziose: pazienti che hanno già attraversato alcune fasi della malattia e che, attraverso la condivisione, diventano punti di riferimento per le altre partecipanti.
Le Figure Chiave del Progetto
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra:
- Dott. Antonio Stefanelli: Responsabile dell’Unità Operativa di Radioterapia Oncologica dell’AOU di Ferrara.
- Dott. Lorenzo Tacchini: Coordinatore tecnico del progetto.
- Dott.ssa Marcella Marchi: Presidente di ANDOS Ferrara, che ha contribuito attivamente alla realizzazione dell’iniziativa.
Il progetto è ancora in una fase iniziale, ma presenta importanti potenzialità di sviluppo, con la possibilità di coinvolgere ulteriori professionisti della salute per ampliarne l’impatto.
Domande Frequenti sui “Cerchi” di Ferrara
1. Chi può partecipare ai “Cerchi”?
Il progetto è aperto prevalentemente a donne in differenti fasi della malattia oncologica, sia durante le cure (radioterapia o chemioterapia) che nelle fasi successive. La partecipazione è su invito del personale sanitario o su segnalazione di ANDOS Ferrara.

2. Qual è l’obiettivo principale degli incontri?
L’obiettivo è creare uno spazio di condivisione e sostegno reciproco, dove le pazienti possano elaborare emozioni, ridurre il senso di isolamento e ritrovare un equilibrio psicologico. Il gruppo favorisce anche la continuità assistenziale oltre la fase strettamente terapeutica.
3. Come si differenzia questo approccio da altre forme di supporto psicologico?
I “Cerchi” si distinguono per:

- L’integrazione diretta con il percorso sanitario (gli incontri si svolgono all’interno della struttura ospedaliera).
- L’uso di strumenti innovativi come la campana tibetana per il rilassamento e la consapevolezza corporea.
- Il coinvolgimento attivo dei familiari per un supporto olistico.
4. Ci sono progetti simili in altre regioni italiane?
In Italia, la psico-oncologia è in crescita e diversi centri ospedalieri hanno sviluppato gruppi di sostegno per pazienti oncologiche. Tuttavia, il modello dei “Cerchi” si distingue per la collaborazione strutturata con associazioni di pazienti come ANDOS e per l’integrazione con le attività di radioterapia. Per informazioni su iniziative simili, è possibile consultare il Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) o il Sociedad Italiana di Psico-Oncologia (SIP).
Verso un Modello di Cura Integrata
I “Cerchi” di Ferrara rappresentano un esempio concreto di come l’integrazione tra assistenza medica e supporto psicologico possa migliorare significativamente la qualità della vita delle pazienti oncologiche. Questo progetto dimostra che la relazione umana e la condivisione sono componenti essenziali della cura, tanto quanto i trattamenti clinici.
In un contesto dove la malattia oncologica colpisce milioni di persone ogni anno in Italia – con dati recenti che evidenziano un aumento dell’incidenza globale – iniziative come questa assumono un valore ancora maggiore. La speranza è che il modello dei “Cerchi” possa essere replicato in altre strutture, contribuendo a diffondere una cultura della cura olistica e centrata sulla persona.
Un ringraziamento speciale va alle pazienti e ai loro familiari che, con il loro coraggio e la loro partecipazione, rendono possibile questo progetto. È nella relazione, nell’ascolto e nella condivisione che la vera guarigione trova una delle sue espressioni più autentiche.
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