La robotica agricola sta vivendo una fase di grande fermento caratterizzata da un forte dinamismo e da un elevato tasso di mortalità delle imprese, secondo quanto emerso durante il World Agri-Tech Innovation Summit 2026 di Londra. Sulla base del Crop Robotics Landscape di The Mixing Bowl, si contano circa quattrocento startup attive nell’automazione delle colture, di cui il 36% è entrato nella mappatura solamente dal 2024, mentre circa un quarto delle aziende presenti due anni fa non compare più.
Rappresentanti dell’industria, della ricerca e del mondo degli investimenti si sono confrontati per separare il segnale dal rumore che circonda la robotica agricola, evidenziando la crescente necessità di passare dalle promesse ai risultati concreti per trovare spazio nelle aziende agricole.
Startup e mortalità aziendale nel settore
I dati presentati al summit evidenziano un settore in rapida evoluzione ma fortemente instabile. L’ingresso di nuove realtà si scontra con la rapida uscita di altre, sottolineando la sfida della sostenibilità commerciale per le imprese che operano nell’automazione e nella robotica applicata all’agricoltura.
Dall’autonomia specifica ai risultati concreti
Nel breve periodo, l’autonomia si diffonderà soprattutto attraverso macchine progettate per compiti specifici come il diserbo, la movimentazione di prodotti o il trasporto di cassette. Nel breve periodo siamo molto più vicini ad avere un’autonomia specifica per singoli compiti
, ha spiegato Mark Durno del NourishTech Fund. Restringendo il numero di operazioni da svolgere è più facile progettare sistemi affidabili e dimostrarne il ritorno economico.
Gli esperti hanno inoltre sottolineato che non esiste un ritorno dell’investimento sulla tecnologia in quanto tale.
La carenza di manodopera come spinta all’automazione
La difficoltà nel trovare personale rappresenta uno dei principali motori che spingono gli agricoltori verso l’adozione di soluzioni automatizzate. Peter van der Vlugt di Kubota ha riportato casi in cui gli agricoltori si rivolgono direttamente all’azienda chiedendo macchine autonome a causa della mancanza di operatori. Nel lungo periodo, secondo Kubota, ci sarà spazio sia per i trattori autonomi generalisti sia per le macchine autonome dedicate.

Nel frattempo, applicazioni semplici ma mirate — come un robot sviluppato da ex ingegneri della Formula 1 per spostare la frutta all’interno di un centro di lavorazione — dimostrano come interventi mirati possano garantire i primi successi della robotica offrendo un ritorno economico rapido e semplice, come evidenziato da Belinda Clarke di Agri-TechE.