Luca Tommassini on Working with Michael Jackson and the New Biopic

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Luca Tommassini: “Il biopic su Michael Jackson è magia pura. Ho rivisto il mio idolo”

Quando Luca Tommassini, a soli 16 anni, lasciò la sua famiglia e la sua città per inseguire un sogno, non immaginava che sarebbe diventato l’unico ballerino italiano a lavorare direttamente con Michael Jackson. Oggi, a distanza di quasi 30 anni da quel fatidico incontro sul set di Blood on the Dance Floor, Tommassini racconta per la prima volta in un’intervista esclusiva le emozioni scatenate dal biopic Michael, uscito recentemente al cinema e diventato un fenomeno mondiale.

Per Tommassini, che ha partecipato alla Global Fan Celebration di Berlino, il film non è solo un omaggio: è una rivelazione artistica che ha riportato in vita la magia di un’epoca. “È stata un’esperienza unica, quasi surreale”, racconta. “Non credevo potesse esistere qualcosa di così fedele al vero Michael.”

Da Madonna a Michael: il percorso di un sogno

La storia di Tommassini è quella di una passione che ha attraversato oceani. Tutto iniziò quando, ancora adolescente, studiava ossessivamente i video di Michael Jackson, considerati da lui “cortometraggi coreografici”. “Vedevo in lui qualcosa di rivoluzionario”, spiega. “Non era solo un cantante, era un artista totale che cambiava le regole della scena musicale.”

Il primo grande passo arrivò quando, dopo anni di studio, Tommassini entrò a far parte del corpo di ballo di Madonna durante il The Girlie Show World Tour. Ma il vero trampolino di lancio fu un incontro casuale: Madonna lo portò a sorpresa a un concerto di Jackson a Città del Messico. “Pensavo che sarebbe stato il momento della mia vita”, ricorda. “Ma quando bussò al camerino di Michael, aprì un sosia. Fu un colpo durissimo. Solo dopo scoprimmo che quella notte Elizabeth Taylor lo aveva portato via in Svizzera.”

Da Madonna a Michael: il percorso di un sogno
Michael Jackson Jaafar

“Ho fatto tutto questo per arrivare a ballare con lui e invece la prima cosa che ho fatto è stata ballare per lui.”

– Luca Tommassini

La svolta arrivò anni dopo, quando il regista Vincent Paterson (che aveva lavorato con Jackson su Thriller e Bad) lo cercò per il video di Blood on the Dance Floor. “Michael mi scelse tra tanti”, racconta Tommassini. “Era come se cercasse un amico. Giocavamo ai videogiochi, rideva alle mie spalle, mi portava fuori dalle sale prove. Era un ragazzo, non solo una leggenda.”

Il biopic: quando la fiction diventa realtà

Il film Michael, diretto da Justin Chinn e interpretato da Jaafar Jackson (cugino del Re del Pop), ha riscosso un successo senza precedenti. Tommassini, presente alla premiere di Berlino, ne ha parlato con commozione: “È la prima volta che vedo Michael raccontato così, dagli occhi di Michael. Jaafar ha studiato ogni suo gesto, ogni sua espressione. La voce nel film è un mix tra la sua e quella originale di Michael, ed è impressionante quanto siano simili.”

Durante la proiezione, l’emozione ha travolto tutti i presenti. “Abbiamo cantato, ballato, pianto”, racconta. “Il suono era così immersivo che sembrava di essere a un concerto. Quando hanno riproposto le sue canzoni alla fine, nessuno voleva andare via.”

Dati chiave sul biopic Michael

  • Incassi record: Il film ha superato i 1 miliardo di dollari in tutto il mondo, diventando il biopic musicale più redditizio della storia.
  • Riconoscimenti: Jaafar Jackson ha vinto il Golden Globe come Miglior Attore in un Film Drammatico.
  • Fedeltà storica: Il film include dettagli inediti, come la ricostruzione dell’incidente con Pepsi (1984) che causò i gravi danni ai capelli di Jackson, e la sua lotta con la vitiligine.

L’eredità di Jackson: perché nessuno può sostituirlo

Per Tommassini, Michael Jackson non è solo un artista del passato, ma un punto di riferimento eterno. “È come un Michelangelo o un Da Vinci: ha cambiato la storia della musica e della danza”, afferma. “Chiunque provi a imitarlo non potrà mai eguagliarlo. È un evergreen, qualcosa che rimarrà per sempre.”

Luca Tommassini, "Michael Jackson mi portava a giocare ai videogames" #lucatommassini #onemoretime

Il ballerino italiano ha anche parlato dell’assenza di Janet Jackson nel film. “So che ha avuto problemi discografici dopo il famoso incidente al Super Bowl con Justin Timberlake”, spiega. “Ma non credo abbia nulla contro il film. Anzi, sta preparando il suo ritorno musicale. È un’artista straordinaria, e la sua mancanza si è sentita.”

“Michael Jackson sarà sempre un punto di partenza, un punto di ispirazione. Nessuno potrà mai sostituirlo.”

– Luca Tommassini

Domande frequenti sul biopic e la storia di Luca Tommassini

1. Chi è Luca Tommassini?

È l’unico ballerino italiano ad aver lavorato direttamente con Michael Jackson, nel video di Blood on the Dance Floor (1997). Ha iniziato a studiare danza ispirandosi ai video di Jackson e ha collaborato anche con Madonna.

Domande frequenti sul biopic e la storia di Luca Tommassini
Michael Jackson Dance Floor

2. Perché il biopic è così fedele?

Il regista Justin Chinn e Jaafar Jackson hanno lavorato a stretto contatto con la famiglia Jackson, utilizzando archivi inediti e testimonianze dirette. Anche la voce di Michael è stata ricostruita con tecniche avanzate di mixing.

3. Qual è il messaggio principale del film?

Il film celebra l’arte di Jackson e la sua capacità di trascendere i limiti. Come ha detto Tommassini: “Ci ha mostrato che la musica può essere rivoluzione, che il palco è un tempio e che la danza è poesia.”

Un’eredità che non svanisce

Il biopic Michael ha riportato al centro dell’attenzione un artista che, come afferma Tommassini, “ha cambiato il mondo”. Per chi come lui ha vissuto da vicino la sua genialità, il film non è solo un omaggio, ma una conferma: Jackson non era solo un musicista, ma un fenomeno culturale senza pari.

E mentre le nuove generazioni scoprono il suo talento, Tommassini riflette: “Forse un giorno arriverà un altro artista così. Ma fino ad allora, Michael resterà il nostro punto di riferimento. La sua luce non si spegnerà mai.”

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