Il bonus paritarie attende il sigillo del MEF
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto interministeriale che introduce il “bonus paritarie”. La misura punta a sostenere le famiglie che scelgono gli istituti paritari per il percorso educativo dei figli. Il provvedimento, previsto dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199, è ora al vaglio del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, la cui controfirma è necessaria per rendere operativa la norma.
Libertà di scelta e sostegno economico
L’obiettivo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) è ridurre l’impatto delle rette, evitando che il costo diventi un ostacolo insormontabile per l’accesso all’istruzione. Il decreto mira a tradurre in realtà il principio della libertà di scelta educativa, focalizzandosi in particolare sui nuclei con minori disponibilità finanziarie. Si tratta di un intervento che arriva a 26 anni di distanza dalla legge 62/2000, la riforma Berlinguer che ha integrato le scuole paritarie nel sistema pubblico nazionale senza però mai garantire un sostegno economico diretto e strutturale alle famiglie.

L’iter tra via XX Settembre e Viale Trastevere
Valditara ha inquadrato la firma come il mantenimento di un impegno preso dall’esecutivo. Il lavoro istruttorio ha visto una collaborazione stretta tra il dicastero dell’Istruzione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Il ministro ha rivolto un ringraziamento pubblico a Giancarlo Giorgetti, all’onorevole Maria Stella Gelmini (Noi Moderati) e alle forze di maggioranza parlamentare per il supporto tecnico e legislativo fornito.
Il giudizio del mondo scolastico
Le associazioni di settore hanno accolto la notizia con favore, pur guardando ai passi successivi. Per la Fidae, la Federazione degli Istituti di Attività Educative, si tratta di un “passaggio atteso e significativo”. La presidente Virginia Kaladich ha però precisato che il cammino verso la piena parità non è concluso, auspicando che la misura diventi strutturale e più ampia.
Sul fronte dei genitori, una nota congiunta di Age, Faes, Moige, Art. 26 e Generazione Famiglia ha definito il bonus un “primo passo importante”, ribadendo che la libertà educativa deve essere un diritto accessibile a tutti, indipendentemente dal reddito. Suor Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche, ha lodato lo strumento, ritenendolo capace di aiutare le famiglie meno abbienti a scegliere l’offerta formativa più vicina ai propri valori.
Dalle firme all’operatività
Una volta ottenuta la firma di Giorgetti, il decreto entrerà nella fase operativa. Saranno allora definiti i dettagli tecnici: le modalità di presentazione della domanda e l’entità economica del contributo. L’esecutivo intende trasformare così la libertà di scelta da principio astratto a concreta possibilità economica per i cittadini.